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 Duel
 
 12/27/2009 2:23:12 PM
1566604@aruba.it
734 posts
www.lucamaistrello.it
1st


Duel
 (N/A)
All'incirca 30 anni dopo, in questi giorni, ho rivisto Duel.
Lo dico così, in maniera molto semplice e asciutta, perchè non trovo altro modo di iniziare un commento su questo film.
In realtà infatti quel titolo, ma soprattutto questo camion, scatena ancora a distanza di tanto tempo convulsioni atomiche pazzesche, per molti molti motivi ...
Ero giovanissimo, 7/8 anni, allora, quando, in un evento rarissimo, un pomeriggio da solo a casa con mio padre, ci imbattemmo in questo film, e riuscì a cogliermi totalmente impreparato.
Spielberg riesce a rendere alla perfezione come un viaggio tranquillo, per un incontro sbagliato, possa complicarsi un po', e mano a mano poi veder salire la tensione fino a conseguenze estreme, alimentando così le fobìe che ognuno di noi si porta dentro.
Ma c'è di più.
Rimasi turbato allora per molti giorni, e in parte anche ora, alla visione questo capolavoro, perchè rappresenta e identifica quella che era il mio mondo di allora.
Mio padre era meccanico, e nella sua officina ogni giorno aveva a che fare con tubi arrugginiti, olii nauseabondi, polvere, frastuoni metallici e gas di scappamento. Faceva parte della mia vita quotidiana tutto questo, e ne ero in grossa parte affascinato, anche se non ce ne ho mai capito quasi nulla.
Così, l'interno auto con cui inizia il film, rispecchia esattamente l'interno auto della nostra cara fiestina di allora, rispecchia i nostri viaggi di allora, le plastiche, i metalli, gli specchietti esili di allora ...
Il rugginoso camion, l'olio e la polvere ch einvestono il protagonista dopo pochi minuti sono i camion su cui salivo da bambino, le lattine d'olio maleodorante dell'officina, la polvere delle cassette degli attrezzi.
In Duel il protagonista non è David Mann, ma sono io, io e mio padre, nel disperato tentativo di sfuggire dalla follia del destino, per questo motivo questo film tocca nervi scoperti, riporta in vita paure che risiedono di norma ben nascoste molto molto profondamente nel mio cuore.

Scheda di MoviePlayer

E' curioso che il primo film di quello che è forse il più potente cineasta contemporaneo fosse in origine stato pensato per la televisione. Solo dopo averne valutato l'intensità ed efficacia, la durata di Duel fu aumentata dai 73 minuti iniziali a 90 minuti con scene aggiuntive, in modo da poterlo distribuire nelle sale europee. La storia del film è estremamente semplice: David Mann (Dennis Weaver) esce di casa con la sua auto e si mette in viaggio, nel corso del tragitto, un grosso tir cerca di spingerlo fuori strada e da quel momento i due veicoli iniziano uno scontro che i sviluppa per tutta la durata del film. A dispetto della semplicità del soggetto, la sceneggiatura di Richard Matheson funziona alla perfezione nel catturare l'attenzione dello spettatore in un meticoloso ingranaggio pensato per creare tensione, ma è la regia di Steven Spielberg a concretizzare in modo magistrale le potenzialità dello script. Nonostante l'inesperienza e i limiti del mezzo televisivo d'origine, Spielberg dimostra di avere già un'ottima padronanza delle tecniche di ripresa, scegliendo sempre quella più adatta al significato e la sensazione che intende trasmettere. Sia le inquadrature, che i movimenti di macchina, che il montaggio del film, seguono le scelte narrative di Matheson e le amplificano, mettendo in scena un prodotto compatto e solido. Il film si apre con una lunga sequenza in soggettiva, che segue l'auto di Mann dal nero dell'interno del box, attraverso le strade cittadine, con una serie di dissolvenze incrociate che lo portano fin fuori città, mentre il chiacchiericcio di fondo della radio sottolinea la quotidianeità della situazione. Il tono cambia quando il mostro entra in scena, e il film sale di ritmo quando il duello tra i due veicoli si fa intenso, per poi rilassarsi subito dopo, mentre la tecnica di Spielberg lo segue, passando per esempio dal montaggio frenetico di una scena di inseguimento al piano sequenza che segue Mann che cerca di calmarsi subito dopo nella stazione di servizio. Sui significati simbolici del film si è detto e scritto molto, ma quello che veramente rende Duel un gran film, a parte le numerose chiavi di lettura, è la capacità di Spielberg di far immedesimare lo spettatore con Mann, di fargli provare la sua tensione. Ne è un esempio la magnifica scena nella stazione di servizio, in cui Mann cerca di capire quale degli uomini al bancone possa essere il conducente del camion parcheggiato fuori. Sono già presenti alcune delle caratteristiche che saranno tipiche delle produzioni successive dell'autore: dettagli, stacchi, improvvise entrate in campo di personaggi, e una buona dose di ironia che lo contraddistingue (per esempio Mann inquadrato da sotto il camion suo inseguitore, come nelle tipiche inquadrature da duello western). Un debutto imponente per un regista che negli anni successivi si sarebbe imposto ad Hollywood girando alcuni tra i film più popolari di sempre, lasciando per sempre la sua impronta nel mondo della settima arte.
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