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@SugarMais
Vivere è come percorrere un lungo cammino per una strada sconosciuta,
è indispensabile fermarsi spesso,
guardarsi attorno, capire l'ambiente che ci circonda,
e poi scegliere la strada migliore in cui perdersi.

Camminare, viaggiare, naufragare in pensieri e ricerche sempre nuove e diverse, sperimentare, continuare a voler guardare e scoprire cosa c'è "aldilà", in una parola, curiosare.

In questo mondo di frenesia totale ed iperefficienza, rivolgo qui l'invito a soffermarsi, coscientemente e appositamente, a perdere un po' di tempo.

Perdere del tempo - ecchecavolo ! - è fondamentale, esigenza irrinunciabile a riequilibrare la pochezza, e ribadisco, pochezza, della vita moderna tutta imperniata sulle mode, la superficialità, sul consumismo sfrenato, e la conseguente scomparsa dei valori.

Il momento della mia, e dell'altrui se volete, "perdita" personale è quindi questo sito, dove voglio invitare anche tutti voi, abbandonando quelle certezze solide e stratificate che danno sicurezza, quelle parziali visioni del mondo che danno falso quieto vivere, questo è il regno dell'incertezza, e della ricerca perenne, della crescita continua se volete, e di chi vi si abbandona ...
E il naufragar m'è dolce ...
Location: BlogsRacconti quotidiani    
Posted by: Luca Maistrello 01/02/2010

E' una frase che ripeto spesso, fa indubbiamente parte di me la voglia di perdersi, naufragare in pensieri e ricerche sempre nuove, sempre diverse, continuare a voler guardare e scoprire cosa c'è "aldilà" ...
... ma fino ad ora, pur non rinnegando questa vocazione (che in fondo, su, ammettetelo, ce l'abbiamo poi tutti), me ne sono sempre un tantino anche vergognato.
In questo mondo di totale frenesia, iperefficienza, continue lotte e "sgomitamenti" per farsi valere, sembra proprio totalmente anacronistico soffermarsi, coscientemente e appositamente, a "perdere un po' di tempo", no?

Invece da oggi in poi, complice quest'ultimo periodo di pace e riflessione interiore, voglio affermare con assoluta chiarezza che "perdere del tempo", cavoli, è proprio fondamentale, è un'esigenza irrinunciabile per riequilibrare la pochezza, e ribadisco, pochezza, della vita moderna fatta di mode superficiali, consumismo sfrenato, e svalutazioni repentine.
Concedersi il "lusso" di leggere una storia, un racconto, un viaggio, e continuare a leggere e approfondire quelle cose che ci hanno colpito anche dopo la fine della storia stessa oggi con il web è non solo possibile, ma facilissimo.

Ascoltare quei personaggi che con fare da "professoroni" ci vogliono convincere di essere gli unici depositari di tutta e sola la verità su un argomento "e più non dimandare", a me fanno ridere a crepa pelle.
La realtà è invece, molto semplicemente, infinita, e nessuno di noi può anche solo pensare di appropriarsene. E' fatta di infiniti punti di vista, sfumature, collegamenti, posizioni e periodi storici, e continui approfondimenti degli approfondimenti.
Possiamo invece, chi più e chi meno, pensare di aiutare, contribuire a una discussione o a un argomento, ma lasciando sempre che sia la mente del singolo, secondo il personale stato d'animo, esperienza e necessità, a pensare di tirare delle conclusioni o a continuare ulteriormente la ricerca.

Io quindi non voglio e non vorrò mai essere una "guida" nel senso stretto del termine, colui il quale decide e indirizza gli altri, tutt'al più posso aspirare a essere colui che, in mezzo agli altri, aiuta e rivitalizza il ragionamento e la discussione.
Io penso solo che chi desidera, come me, avere il più ampio spettro di conoscenze possibile prima di prendere decisioni, dovrà per forza di cose anche solo temporaneamente "perdersi" e "naufragare" nel mare di informazioni oggi facilmente disponibili, per poi (forse) ritrovarsi, un giorno, se ne varrà la pena.

Il momento della mia, e dell'altrui, se volete, "perdita" personale è questo qua, questo sito, dove voglio invitare anche tutti voi, abbandonando quelle certezze solide e stratificate che danno sicurezza, quelle parziali visioni del mondo che danno falso quieto vivere, questo è il regno dell'incertezza, e della ricerca perenne, e di chi vi si abbandona ...

«Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quïete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questo mare»
Giacomo Leopardi

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Comments (1)   Add Comment
Re: E il naufragar m'è dolce ...    By Susanna66 on 08/02/2010
Ciao Sugar...
sono Io che ringrazio Te .... di cuore !
Ciao. E buon inizio di settimana ...
Susanna


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